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Libri e riviste

Di recente pubblicazione il testo edito da Franco Angeli:

La famiglia si trasforma. Status familiari costituiti all’estero e loro riconoscimento in Italia, tra ordine pubblico ed interesse del minore“, che raccoglie i pareri di diversi esperti del settore famiglie e minori, tra cui compare il contributo di Cecilia Ragaini e Francesca CeruttiIl minore e la costruzione di nuovi legami affettivi familiari“.

testo F Angeli  Vai alla scheda libro

La rappresentazione del viaggio e dell’incontro adottivo attraverso la Sand Play TherapyCecilia Ragaini, Anna Poli, Francesca Cerutti. Abstract di un articolo integrale pubblicato sulla Rivista La Pratica Analitica a cura del CIPA – Figure attuali della genitorialità 2013  – http://www.vivarium.net/LPA.htm

La rappresentazione del viaggio e dell’incontro adottivo attraverso la Sand Play Therapy

L’ingresso nella famiglia adottiva è per il bambino un momento di passaggio affettivamente intenso e costellato da molteplici conflitti la cui traduzione diviene indispensabile per accedere alla rielaborazione della propria storia. Spesso accade che l’esperienza del bambino difficilmente divenga traducibile in parola, proprio per la dimensione arcaica dei vissuti di abbandono, di perdita e di sradicamento che rimandano ad un mondo proto-emotivo connotato da sensazioni e percezioni. Per accompagnare il bambino ad entrare in contatto con un mondo interno difficilmente accessibile è indispensabile utilizzare un linguaggio simbolico che favorisca l’accesso alla rappresentabilità. Attraverso una tecnica che si basa sulla tridimensionalità e sulla sensorialità il bambino, accompagnato dall’analista, può gradualmente lasciar andare la propria mano nella creazione di immagini simboliche che la mente non ha ancora elaborato e che l’occhio potrà vedere.

Attraverso le immagini, in un mondo di finzione che allevia l’angoscia e la paura, i bambini riescono a comunicare la tensione intrinseca dell’essere individui di due mondi, o di nessun mondo, e della fatica dell’affermazione di sé. Un viaggio simbolico che favorisca, attraverso un cammino tridimensionale, il superamento della tensione degli opposti entro un mondo che vada oltre al solo integrare passato e presente.

L’esperienza adottiva è un viaggio intrapreso dal bambino e dai genitori che si incamminano in un percorso che deve raggiungere un mondo affettivo e psichico condiviso, partendo da esperienze dolorose, pregne di lutti e perdite che si esprimono in linguaggi differenti. Le scatole della sabbia permettono di mettere in scena sé stessi e il proprio percorso e di trovare una forma simbolica e un significato alla propria esperienza che solo in un secondo momento può divenire condivisibile e comunicabile. In quest’ottica nasce l’idea di un progetto pilota che, attraverso un breve percorso, si pone l’obiettivo di sostenere bambini e adulti nel rappresentare il viaggio che ha condotto due diverse realtà a scorgersi e ad incrociarsi per incontrarsi ora su un medesimo terreno psichico, ove potranno comunicare attraverso il linguaggio dell’inconscio collettivo, edificato su elementi simbolici provenienti da tutto il mondo e da ogni tempo.

Il progetto pilota verrà svolto dall’equipe clinica della cooperativa sociale Il Geco, coordinata e supervisionata dalla Dott.ssa Cecilia Ragaini, socio fondatore della cooperativa stessa.

 

False ritrattazioni: analisi di un fascicolo pubblicato sulla Rivista Maltrattamento e Abuso Cecilia Ragaini, Francesco Panzeri

Il presente lavoro è finalizzato a formulare delle ipotesi relative ai principali fattori responsabili delle false ritrattazioni da parte dei minori vittime di abuso sessuale attraverso l’analisi di un caso. L’analisi degli elementi rilevati dal fascicolo del caso in esame, ha identificato variabili coerenti con quelle evidenziate in letteratura. La falsa ritrattazione sembra determinata, infatti, dal forte legame affettivo del minore con il genitore abusante, da quello non supportivo con il genitore non abusante, e dalla messa in atto di pressioni sul minore stesso affinché ritrattasse le iniziali rivelazioni. Sul piano psicodinamico, i fattori ipotizzati come coinvolti nel processo della falsa ritrattazione del minore vittima di abuso sessuale sono stati la dissociazione dai vissuti traumatici e la costruzione di un Falso Sé. Parole chiave: abuso sessuale, bambini abusati, false ritrattazioni, dinamiche intrapsichiche, dinamiche relazionali.


The false recantations by children who are vitctims of sexual abuse: the relational and intrapsychic dynamics that emerged from a case study. The work aims to formulate a number of hypotheses about the factors involved in false retractions by children who have been victims of sexual abuse, through a case’s analysis. In the analysis of the action’s case file some variables emerged consistent with those highlighted in the literature. In fact, the false retraction seems to have been determined by the strong emotional bond with the abusive parent; by the unsupportive bond with the non abusive parent; and by the implementation of pressures on the child in order to retract the initial revelations. Among the hypotheses formulated about the psychodynamic mechanisms that may be involved, the dissociation of traumatic experiences and the construction of a False Self were highlighted. Key words: sexual abuse, abused child, false recantations, intrapsychic dynamics, relational dynamics.