Di: gecoadmin di venerdì 23 marzo 2018 17:22

Il Geco ad Arquata – il racconto

Progetto “Ricucire le emozioni della mia storia” 

geco-arq

 

“Il progetto ricucire le emozioni della mia storia desidera essere un percorso narrativo, volto a riattivare i ricordi del passato che potrebbero essere congelati nella memoria ed essere fonte di dolore in un futuro anche in modo inconsapevole.

Parlare con le mani attraverso la scelta dei tessuti, colori, cerniere e bottoni rappresenta spesso un modo perché la mente si apra ad emozioni altrimenti non traducibili con le parole”

 

Sono queste le parole con cui la Dott.ssa Ragaini descrive il laboratorio psicoeducativo realizzato dalla Società Cooperativa Sociale ONLUS Il Geco in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava, al quale hanno preso parte gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado di Arquata del Tronto.

Il percorso è stato articolato in due incontri per ciascuna classe in cui sono state affrontate tematiche del passato, del presente e del futuro.

Le date dello svolgimento degli incontri sono state le seguenti:

  • 15-05-17 primo incontro: classi terza, quarta e quinta della scuola primaria.
  • 16-05-17 primo incontro: classi prima e seconda della scuola secondaria di primo grado.
  • 29-05-17 secondo incontro: classi terza, quarta e quinta della scuola primaria.
  • 30-05-17 secondo incontro: classi prima e seconda della scuola secondaria di primo

 

Il laboratorio è stato svolto presso la nuova scuola di Arquata del Tronto, costruita dalla Fondazione Francesca Rava, che sostituisce il vecchio edificio andato distrutto nel terremoto che ha colpito il centro Italia il 26 Agosto 2016.

Al loro arrivo davanti all’ingresso della scuola, gli studenti sono stati accolti dall’équipe del Geco e da un grande cuore rosso realizzato con della stoffa, così che i ragazzi potessero sentirsi accolti in un territorio distrutto fonte per loro di ricordi traumatici.

Il laboratorio ha coinvolto complessivamente 28 alunni della scuola primaria e 16 studenti della scuola secondaria di primo grado.

Durante il primo incontro agli studenti è stato presentato lo zainetto o la borsetta che avrebbero potuto costruire, se avessero voluto, riproducente l’immagine di una casa, realizzata con l’uso di stoffe, pellame, bottoni, perline, nastri e decorazioni, cucendo o incollando tessuti e colori scelti.

Dopo un momento iniziale dove l’équipe del Geco e i ragazzi si sono presentati, è stata introdotta la tematica riguardante il passato autobiografico, affinché venissero stimolate emozioni e pensieri che guidassero i partecipanti nella scelta del materiale a loro disposizione.

Nello specifico, agli alunni è stato detto: “Oggi andiamo a cercare i colori, le stoffe che ci riportano ai ricordi del nostro passato, che può essere un passato bello o un passato un po’ meno bello”.

I temi del presente e del futuro sono stati affrontanti dagli alunni durante il secondo e ultimo incontro; così i ragazzi hanno potuto arricchire il proprio zainetto o la propria borsetta lasciandosi guidare da queste tematiche, scegliendo dunque bottoni, perline e cerniere non soltanto legate al ricordo traumatico del sisma.

 

Prima di concludere ogni incontro, l’équipe ha scelto di riservare uno spazio di condivisione e narrazione di gruppo, nel quale ogni bambino, potesse avere l’opportunità di mostrare, a turno, agli altri compagni il proprio lavoro, spiegando la motivazione della scelta dei materiali o delle raffigurazioni realizzate. Nello specifico, un bambino ha raccontato come lui avesse deciso di disegnare sul proprio zainetto una torre simbolo di Arquata, che, nonostante sia quasi distrutta, è tutt’ora possibile vedere quando si arriva ai piedi della montagna dov’era situato il paese.

Terminati i due incontri ad ogni bambino è stato rilasciato un “attestato di sarto”, per ringraziarli dell’impegno e della passione con i quali hanno cucito lo zainetto della loro storia. Una storia certamente non facile da ripercorrere.

Molti bambini non si sono tirati indietro quando si è trattato di esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri, sia con le parole che attraverso la scelta e l’uso dei materiali.

Successivamente, gli alunni si sono riuniti per una foto di gruppo, così da permettere ai partecipanti di avere un ricordo del laboratorio svolto.

 

Gli obiettivi raggiunti del laboratorio sono stati:

  • Permettere ai ragazzi di narrare gli eventi del proprio passato, del presente e le aspettative per il futuro. Essi hanno potuto sperimentare, attraverso il supporto e il sostegno del gruppo, la possibilità di ricucire le proprie emozioni.
  • Facilitare i partecipanti nell’espressione dei loro vissuti più intimi ed a parlare del sé presente, di chi erano e di chi potranno diventare.
  • Dare significato agli eventi della propria vita.
  • Favorire l’elaborazione dei vissuti dolorosi a seguito del sisma.
  • Controllare e modulare l’espressione delle emozioni.
  • Condividere, all’interno del gruppo, strategie funzionali per far fronte ai vissuti emotivi suscitati dalla condizione attuale.
  • Sviluppare la capacità assertiva, rispettando le opinioni e i sentimenti altrui.
  • Promuovere integrazione e socializzazione attraverso la condivisione di esperienze.

 

È proprio in merito a questo ultimo punto che va evidenziato come i ragazzi molto spesso attendessero i compagni e li accompagnassero nella scelta delle stoffe e nell’assemblaggio della propria creazione.

È stato poi possibile verificare come il laboratorio abbia svolto un’importante funzione di accompagnamento per i bambini all’interno della nuova scuola di Arquata e li abbia aiutati a vivere l’inserimento in un contesto che rievoca sensazioni e ricordi dolorosi.

 

Attraverso la scelta dei materiali, delle stoffe, dei bottoni e delle cerniere i bambini hanno comunicato tematiche importanti:

  •  Il tema dell’appartenenza alla comunità ed il legame verso il territorio: molti bambini hanno decorato il proprio zainetto con bottoni e decorazioni a forma di frutti e verdure tipiche dell’orto dei propri nonni. Una bambina, in particolare, ha composto con i bottoni una grande “A” sul proprio lavoro in ricordo di Amatrice, suo paese d’origine.  Durante la creazione di quella lettera, l’alunna ha anche raccontato come avesse vissuto la notte del terremoto, accompagnando la scelta dei materiali con un racconto del sisma.
  • Il tema del “freddo” provato la notte del terremoto: alcuni bambini hanno scelto stoffe grigie o argentate che rievocassero le coperte termiche dei soccorritori giunti sul posto la notte del terremoto. Altri alunni invece hanno scelto stoffe “pelose” che trasmettessero calore.
  • Il tema della perdita: un bambino di Amatrice ha realizzato una tasca all’interno del proprio zainetto il cui tessuto rievocava un gioco della Playstation con cui si divertiva insieme ad un suo amichetto rimasto vittima del sisma.

Per molti bambini è stato importante esprimere emozioni positive e scegliere stoffe che le traducessero, hanno inoltre cucito i ricordi più belli e felici del passato, da cui poi attingere per poter affrontare anche i ricordi più drammatici.

 

Infine, è da sottolineare l’uso che alcuni bambini hanno fatto dello spazio di narrazione espressiva della Sand Play Therapy. Un piccolo gruppetto di alunni ha deciso spontaneamente di rappresentare una storia, avvalendosi dell’uso degli oggetti a disposizione, pregna di grande valenza simbolica.

In particolare, è stato costruito un forte attaccato da mostri ed altre creature spaventose, le quali minacciavano la stabilità e la sicurezza del luogo e dei suoi abitanti.

In un secondo momento, giungevano dei guardiani o dei guerrieri per proteggere il forte e salvare gli abitanti. Questo come messaggio di speranza che potesse andare al di là della distruzione del sisma.

In seguito a quanto emerso è possibile individuare alcune tematiche salienti: la paura della morte, il terremoto e la sua valenza distruttiva.

La storia si conclude con l’aiuto dei soccorsi e un momento di rinascita sia per la città che per i suoi abitanti.

“L’essere nel gruppo classe, l’essere tutti insieme per condividere un’esperienza che nel dolore ci ha uniti ma che nella ricostruzione ci ha reso ancora più alleati crediamo sia una risorsa indispensabile per superare un’esperienza traumatica”

Al seguente link è possibile trovare il video, realizzato da Enrico Luoni, ad Arquata del Tronto durante lo svolgimento del laboratorio psicoeducativo: https://vimeo.com/234127253